Epr, Lenzi: “Finanziamenti strutturali e stabili per far crescere la ricerca”
ROMA, 16 febbraio – “Rendere strutturale il finanziamento alla ricerca, consentendo a tutti gli enti di programmare secondo un calendario certo dei bandi e di contare su un fondo unico con risorse definite in anticipo, è la leva che darà forte impulso e prospettiva a un settore chiave per il nostro Paese, di cui il Cnr rappresenta la massima espressione, per dimensione e multidisciplinarietà”. Lo ha detto pochi giorni fa il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, durante la Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca.
Lenzi ha aggiunto: “Peraltro, la recente istituzione, per la prima volta, di un meccanismo premiale che riconosce la qualità della ricerca, la rilevanza delle infrastrutture scientifiche e la capacità di spesa dimostrata, ha visto il Cnr primo ente di ricerca assegnatario con 17,7 milioni di euro attribuiti tramite decreto di riparto”.
Ad ascoltarlo c’era la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, che ha illustrato il nuovo Piano triennale per la ricerca, introdotto con l’ultima legge di Bilancio, insieme alle novità sui Prin, che diventano annuali e strutturali e che per il 2026 potranno contare su oltre 270 milioni di euro, quasi il doppio della precedente soglia minima. Nel corso dell’incontro Bernini ha inoltre affrontato il tema del post-Pnrr, per il quale l’ultima legge di Bilancio stanzia 60 milioni di euro per un piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca.
“Nell’ottica di continuare a dare continuità al sistema della ricerca e di stabilizzare le tante competenze sviluppate durante questa straordinaria stagione di investimenti”, hanno spiegato dal Cnr, si auspica “che il personale dei progetti Pnrr possa trovare uno spazio maggiore nella riserva prevista, alla luce dell’impegno profuso e della rilevante mole di investimenti gestiti dall’ente, pari a quasi un miliardo di euro”.

